Sala di Sigismondo e Isotta

La Sala di Sigismondo e Isotta era originariamente di dimensioni più modeste, mentre oggi è il frutto dell’unione di più stanze, una delle quali nel Settecento era adibita a cappella. Nella parete sud sono ancora visibili le tracce del ponte levatoio che permetteva l’accesso al mastio.

Il fregio che corre senza soluzione di continuità alla base del maestoso soffitto ligneo è decorato con volti effigiati dei due coniugi Sigismondo e Isotta, incorniciati entro due ghirlande di ispirazione classica e affiancati da figure dal corpo umano e fitomorfo che reggono gli scudi con le armi malatestiane: le tre teste dette le “maleteste”, la scacchiera, l’elefante, il liocorno crestato, la rosa quadripetala e il grifone.

Il soffitto, elegantemente dipinto in rosso, azzurro e oro, presenta una decorazione a finti cassettoni e fu terminato nel 1927 come indica un graffito nella cornice.

Per quanto riguarda gli elementi di arredo spicca il grande mobile da sagrestia del XVIII secolo, mentre alle pareti vi sono due dipinti del XVII secolo, di ignota origine, con i probabili ritratti di membri della famiglia Malatesti; posta sulla parete est è la Madonna con Bambino con i santi Domenico e Paolo e i Misteri del Rosario, assegnabile alla bottega di Bartolomeo e Benedetto Coda, pittori riminesi.

OPERE

Madonna con Bambino e Santi Domenico e Paolo e i Misteri del Rosario, primi decenni del sec. XVI
Ritratto di Isotta degli Atti
Ritratto di Sigismondo Pandolfo Malatesti