Camera di Francesca

Dalla Sala del Consiglio, attraverso uno stretto passaggio aereo in legno con botole e impannate che fanno pensare ad una primitiva funzione di guardia, si accede alla Camera di Francesca, uno degli ambienti più suggestivi della Rocca.

Per la realizzazione dell’ambiente, negli anni venti del Novecento, Zanvettori ha preso ispirazione dalla tragedia dannunziana. Nella camera sono presenti tutti gli elementi del dramma, così come furono tramandati da Dante e Boccaccio: il leggio dove era posato il libro “galeotto”, i sedili e la botola, attraverso la quale avrebbe tentato di fuggire Paolo.

La decorazione pittorica delle pareti è caratterizzata da un finto tendaggio mentre sul grande camino sono presenti simboli malatestiani. Di particolare pregio sono alcuni pezzi del mobilio: la cassapanca con telamoni di manifattura abruzzese, datata al XVI secolo; emiliano è il forziere ricoperto da lamine in metallo sbalzato e velluto mentre le sedie a rocchetto sono di fattura umbra.

Inoltre nella sala è presente il trittico con cornice originaria raffigurante la Madonna col Bambino fra sant’Agostino (?) e san Sebastiano con motivi propri  della cultura tardo-gotica e sulla parete opposta è un grande albero genealogico risalente al XVII secolo della famiglia Gonzaga, cui gli Sforza furono imparentanti tramite il primo matrimonio di Giovanni Sforza con Maddalena Gonzaga.

OPERE

Pittore emiliano, Madonna col Bambino fra sant’Agostino (?) e san Sebastiano, sec. XV